Peperone krusko®

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Il Peperone appartiene al genere Capsicum famiglia delle Solanaceae, insieme ad altre importanti piante coltivate come pomodoro, patata, melanzana, petunia e tabacco. Sull’origine del termine Capsicum vi sono due ipotesi: da un lato sembra derivare dal latino capsa ossia “cassetta”, “custodia” e, infatti, descrive perfettamente il frutto del peperone: una piccola scatola con all’interno la placenta, sulla quale sono posizionati i semi. Un’altra interpretazione ipotizza che capsa derivi dal greco “kapto”, mangiare avidamente, riferito probabilmente al fatto che la bacca, usata come condimento, stimola l’appetito.

La coltivazione all’aria aperta avviene nel periodo primaverile-estivo che nei territori meridionali, con temperatura favorevole, può arrivare fino all’autunno.

Il terreno ottimale è soffice e fresco, con elevato regime idrico.

La raccolta è effettuata al massimo della maturazione.

 

Grazie alla presenza di un peduncolo molto saldo alla bacca, i peperoni locali sono essiccati nella tradizionale ghirlanda nota come “nserta”, fatta di peperoni e infilati con ago e spago dopo un riposo su teli di stoffa di circa 2/3 giorni.

L’essicazione delle ghirlande, “nserte”, avviene al sole.

Una delle principali caratteristiche nutrizionali del peperone è la ricchezza di Vitamina C (circa 126 mg ogni 100 g). Il peperone è tra le verdure che contengono il maggior quantitativo di Vitamina C, più di spinaci e cavoli. Una porzione di 50 g di peperoni crudi contiene più di 60 mg di vitamina C, il 75% della razione giornaliera raccomandata (RDA). Vitamina C e Provitamina A sono due vitamine antiossidanti con molteplici effetti benefici sulla salute, sulla protezione e la prevenzione di diverse patologie come l’invecchiamento precoce, i tumori e le malattie cardiovascolari.

Il peperone, infatti, ha pochissime calorie (23 ogni 100 grammi) perché è costituito in larga parte da acqua (più del 90%), contiene una buona dose di provitamina A (rassodante), il contenuto di vitamina C (antiossidante e rassodante) è addirittura maggiore rispetto anche agli agrumi.

La storia del peperone rosso attraverso una fotogallery:

I semi venivano prelevati durante il consumo del peperone e conservati in un ambiente fresco e asciutto per riutilizzarli nella successiva stagione

La plantula: il seme prende vita nei contenitori, appena avrà almeno 5 foglie potrà essere trapiantata nel terreno

La pianta viene messa, quindi, nel terreno e successivamente sottoposta al processo di sfemminellatura, cioè vengono tolti i getti ascellari al di sotto della prima diramazione

Viene creata una ghirlanda (‘nserta) e messa a essiccare al sole

Una volta essiccati si aprono… e si conservano in ambiente fresco e asciutto

Il suo valore di eccellenza deriva dalle modalità di coltivazione tradizionali e quindi stagionali. Ciò che è importante far emergere è l’accostamento con i piatti, in questo caso il peperone acquista il suo fattore di differenziazione. Il suo impiego in alcune ricette lo rende facilmente veicolabile a livello comunicativo.

Peperone Crusco fritto: adatto per accompagnare contorni o come stuzzicheria.

Si lega molto bene con la pizza insieme alla mozzarella